Lettera 1 di 13 – Antidoto alla normalità

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tremate! tremate!

[Ore 17:29, scrivania del Ghirigoro bottega. Mi bevo una tazza di orzo sgranocchiando due Gentilini integrali. Da due mesi mi sono messa un po’ in riga con l’alimentazione. Cerco di mangiare meno e bevo alcolici una sola volta alla settimana, godendomi ogni bicchiere di birra o di vino come fosse ambrosia. Mi sta portando molti benefici questa scelta. Te ne parlerò strada facendo!]

Carissima,
sono tornata.
Non vedevo l’ora di rimettermi qui a scriverti, ma non trovavo il tempo e soprattutto il modo. Qui al Ghirigoro stiamo facendo la rivoluzione perciò immagina quante idee ci sono in giro, quanti punti interrogativi, appunti sparsi, libri da leggere, corsi da finire, consulenze su cui meditare, spunti di riflessione da approfondire, nodi da sciogliere, energie da convogliare… e quanta m e r a v i g l i a nel cuore. Sì, perché poche cose al mondo fanno bene come evolversi.

Non uso volutamente la parola cambiamento perché mi dà la sensazione che per cambiare sia necessario perdere qualcosa, mentre qui sta succedendo che tutto quello che abbiamo fatto in questi dieci anni sta producendo una trasformazione profonda, sta mutando, sta spiegando le ali.

Stiamo crescendo.

Certo che ci vuole coraggio, lo so, con i tempi che corrono e tutto il resto le certezze hanno il loro fascino, ma sai una cosa?, io non ho mai creduto nella stabilità, nella normalità e nel quieto vivere. Nella mia collezione di frasi che sento, leggo, raccolgo ce n’è una che amo molto, te la scrivo qui:

HARD CHOICES, EASY LIFE.
EASY CHOICES, HARD LIFE.

(Mi impappino sempre quando cerco di ripeterla a memoria, vediamo se capita anchea te).

Perciò eccomi, così aspettiamo insieme la primavera.
Starò qui per tredici lettere che ti arriveranno dritte diritte nella cassetta della posta un sabato sì e un sabato no.

Iniziamo oggi – tredicifebbraio – e finiamo il trentunodiluglio.

In queste tredici lettere cercherò di spiegarti perché sono così ostinata nella mia ricerca personale, spirituale e professionale. Mi piacerebbe farti capire perché non credo nella normalità e perché desidero tantissimo invitarti a fare un salto a piè pari fuori dagli schemi, e andare #incercadimeraviglie. I miei amati social network (sì, amati) hanno diversi effetti collaterali tra i quali uno dei più pericolosi, secondo me, è quello di farti credere che c’è un modo per andare bene, che se sei così, sei ok, che ci sono delle regole da rispettare per essere normali e che se sei normale, nel branco c’è un posto per te (Oh, sì! Siamo sempre lì cara sorella. Sempre si tratta di branco, famiglia, radici. Non si scappa. Tutto è metafora di quel sistema di origine). In questi tredici passi ti inviterò a fare qualche esperimento, leggere pezzi di libri, prendere in considerazione nuove esperienze, ripensarti da un diverso punto di vista e spostare lo sguardo dove – forse – non lo hai ancora posato.

Ti spiegherò per filo e per segno perché ho deciso che STRAVAGANTE è in assoluto il mio aggettivo del cuore.

Cosa te ne farai tu di tutto questo?

Esattamente non lo so, ma c’è una cosa sulla quale sarei pronta a scommettere: proverai una piacevole nostalgia di alcune parti di te che magari hai zittito un po’ per assomigliare di più a quello che ad un certo punto ti è sembrato giusto e ti verrà un gran voglia di andarle a ripescare per sentirti di nuovo tutta intera… a casa.

Sperimenteremo insieme le intriganti vie del piacere.

Sei pronta? A me tremano un po’ le gambe, ma ci sono e spero tanto tu venga con me.

Tua, Floriana


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