Retrobottega

ovvero tutto quello che succede quando non ci vedi

Lettera 4 di 13 – Antidoto alla normalità

il Manifesto [Ore 19:16 – Scrittoio sospeso. Indosso le cuffie perché quando scrivo la musica …
<h2><strong>il Manifesto</strong></h2>



<p style="font-size:12px">[Ore 19:16 – <em>Scrittoio sospeso</em>. Indosso le cuffie perché quando scrivo la musica mi piace averla ancora più vicina e isolarmi dall’esterno mi aiuta a mantenere alta l’attenzione su quello che sto facendo. Oggi ascolto <a href="https://open.spotify.com/playlist/1ZbVMbUcymXhkQC9gBMXJl?si=VcrnXORWRuqNrbZOBjD6wQ">questa meraviglia di Ghiro/playlist</a> nuova di zecca. Ho associato a queste musiche delle emozioni molto gradevoli perciò me le godo proprio molto. Stavo quasi per dimenticarmi di dirti che da oggi nelle nostre lettere trovi una nuova sezione dedicata a quello che succede qui in bottega. Si chiama <strong>retrobottega</strong> e lo trovi quaggiù!].</p>



<p>Carissimə, </p>



<p>mi auguro che tu abbia acceso la musica e che ti stia gustando un buon caffè o un the adeguato a questo inizio di primavera.</p>



<p>Io e Alessandro ridiamo ogni volta che abbiamo conferma della mia somiglianza con la stagione in cui sono nata. In primavera, infatti, può nevicare, tirare il maestrale, grandinare, piovere a dirotto, nevicare, splendere il sole, esserci più di venti gradi, soffiare una brezza che profuma di fiori, sbocciare un albero intero e questo tutto nell'arco di una manciata di giorni. Idem dentro di me.</p>



<p>Essendo un persona in perenne fermento, <strong>mi sono creata tutta una serie di ancoraggi e appigli gioiosi per ridurre il rischio di perdermi nel troppo pensare, tra le pieghe di un’idea o in voli pindarici che non portano da nessuna parte.</strong></p>



<p>Amo fare mille cose ma quando mi trovo finalmente con un po’ di tempo libero, sono spaesata e rischio di perdere la buona occasione di godermi qualcosa di bello.</p>



<p>Soffro inoltre di una acuta forma della diffusissima sindrome dell’eterna insoddisfatta.</p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Non è che per caso ce l’hai anche tu?</strong></p>



<p>Mi rendo anche conto di avere così tante possibilità da non saper scegliere! A volte mi capita la stessa cosa quando decido di guardare <em>‘qualcosa’</em> e inizio a vagare senza meta tra film e serie tv attirata da questo o da quello, ma poco convinta di tutto.</p>



<p>Per ovviare a questa dispersione di tempo e di entusiasmo ho deciso di capire cosa <strong>davvero</strong> mi piace fare e di scrivere sul mio taccuino</p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>“il manifesto della Flo”</strong><br>una sorta di promemoria esistenziale.</p>



<p>Ci ho messo un po’ a trovare una formula capace di legare per davvero con la mia anima, un linguaggio incisivo per me. <strong>Sono certa che non esista una versione definitiva del proprio manifesto, ma che anzi sia buona cosa lasciarlo sempre aperto in modo da poterlo modificare cammin facendo.</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size"><strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.ilghirigorobottega.com/wp-content/uploads/areascaricabili/ilGhirigoro_manifesto4.pdf" target="_blank"><em>Qui</em> </a>trovi tutto quello che ti serve per intraprendere questa piccola e rivoluzionaria avventura.</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-small-font-size"><strong><em>Devi scaricare il file, stampartelo e usarlo come traccia.</em> <em>Prometti di farlo? Ci conto.</em></strong></p>



<p>Forse ti può sembrare qualcosa di banale, ma io – amicə miə – mi dimentico veramente tutto perciò è essenziale che io dissemini la mia vita di stimoli in questo senso. Avrei perfino bisogno di post-it sparsi ovunque!</p>



<p>No, non è perché sono superficiale, anzi, il contrario. È che ho sempre così tante cose per la testa e le mani in pasta in così tanti posti diversi, che rischio proprio di perdermi. Magari prendo un corso di Domestika poi mi scordo di farlo o scarico qualcosa da leggere che finisce nel dimenticatoio. È vero che poi ritrovo sempre tutto, ma credimi se ti dico che <strong>avere scritto il mio manifesto mi ha aiutata a restare un po’ più allineata con tutta la bellezza che c’è nella vita in generale e nello specifico, nella mia.</strong></p>



<p>Se anche a te è capitato di arrivare alla fine di una giornata di libertà e pensare <em>“Cavoli! Avrei potuto finire quel ricamo… che peccato non mi sia venuto in mente!”</em> oppure se anche tu ti accorgi di usare solo il 30% del tuo potenziale di vita vivace, allora è assolutamente necessario che inneschi un cambiamento e partire dal manifesto, ti aiuterà.</p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Fidati</strong></p>



<p>Altrimenti il rischio che si corre è di fare sempre la stessa torta, dimenticarsi quel libro spaziale comprato quel giorno là, dedicarsi alla routine perché è la cosa più a portata di mano e ritrovarsi perennemente a pensare che <strong>“è già finita un’altra settimana”.</strong></p>



<p>Hai presente che soddisfazione quando ti metti quel foulard che nemmeno ricordavi di avere, ti prendi il tempo per indossare il tuo rossetto preferito o aggiungi alle zucchine le foglioline di menta che ti dimentichi sempre di usare?</p>



<p><strong>Sono queste le belle sensazioni che voglio portare in tutti i giorni della mia vita.</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size"><strong>Provo un bisogno gigante di sentire che mi sto godendo tutto quello che ho e che sono.</strong></p>



<p>E desidero fortemente che lo faccia anche tu.<br>Ci stai?<br>Allora cominciamo!<br><em>Vai a prendere carta e penna e parti dal primo punto</em>.<br>Sono qui seduta di fianco a te e ti porto nel mio cuore</p>



<p>Tua, Floriana</p>

Lettera 3 di 13 – Antidoto alla normalità

Buon compleanno Floriana [Ore 19:32 – Scrittoio sospeso. Sento Alessandro in cucina che prepar…
<h2>Buon compleanno Floriana</h2>



<p style="font-size:12px">[Ore 19:32 – Scrittoio sospeso. Sento Alessandro in cucina che prepara la cena. Questa sera avevo in mente di stirare, ma ho addosso quella stanchezza da cambio di stagione che mi fa venire voglia di libro e camino. Ho letto così tante storie d’amore da avere perso il senso delle proporzioni].</p>



<p>Carissima,<br>mi sembra siano passati mesi dall’ultima lettera che ti ho scritto. Il mondo si sta muovendo in modo così imprevedibile, per me, che fatico a tenere il ritmo.</p>



<p>Uno dei migliori amici che ho incontrato in questa vita è finito in ospedale a causa di tu-sai-cosa; una delle coppie che seguo e amo si è trovata in mezzo a un uragano; troppe persone che mi circondano stanno attraversando momenti pesanti, difficili, tristi.<br>Non sto ad elencarti tutti i malanni perché a quello ci pensa il tiggi, ma ti basti sapere questo:</p>



<p class="has-text-align-center has-text-color has-medium-font-size" style="color:#ec6320">mi sono trovata ‘con il culo per terra’!</p>



<p class="has-text-align-center"><em>(Tanto per essere chiara</em>).</p>



<p>Nonostante l’allenamento degli ultimi mesi (o anni?) ho provato una chiara sensazione di smarrimento, impotenza, pesantezza.</p>



<p>Io non sono cattolica. La sono stata, un tempo, ma poi non ce l’ho fatta più. Non credo nei dogmi del cattolicesimo, perciò ho smesso di tergiversare e ho scelto di dirmi e dire la verità.</p>



<p>Eppure sento - fino nel profondo di me stessa - che esiste qualcosa di molto più grande di noi, qualcosa di impalpabile, indefinito, intangibile. Sento con ogni mia cellula che l’Universo, e tutto ciò che contiene, sono un miracolo.</p>



<p class="has-text-align-center has-text-color has-medium-font-size" style="color:#ec6320">E credo nella magia.</p>



<p>No, non nella magia che sposta gli oggetti o trasfigura le persone in animali. Credo in una magia profonda, impregnante, potente capace di muovere l’energia della vita. Ho proprio la certezza che io, te, tutti noi siamo assolutamente più potenti di quanto possiamo immaginare e che il nostro potere si possa esprimere solo quando accettiamo pienamente noi stesse.<br>Non so se possa bastare una vita per esplorare tutte le possibilità che conteniamo e arrivare a splendere quanto sono certa potremmo fare.</p>



<p class="has-text-align-center has-text-color has-medium-font-size" style="color:#ec6320">Ho una certezza: vale la pena prestare quotidiana e intensa attenzione alla cura di noi stesse attraverso lo studio, la lettura, la contemplazione, l’arte, la scrittura e la meditazione.</p>



<p>Non è umanamente possibile lasciarsi trascinare giorno dopo giorno dalla corrente, dai doveri, dalle abitudini, dalle convenzioni, dal nulla e dimenticarsi</p>



<p class="has-text-align-center has-text-color has-medium-font-size" style="color:#ec6320">che ogni singolo istante di questa vita è la cosa più bella che ci sia mai stata concessa.</p>



<p>Anche quando siamo con il culo per terra, sì.<br>Ma per restare connesse con la nostra natura più profonda, abbiamo bisogno di simboli. O almeno io ne ho bisogno ed è buffo (e magico) come nella mia vita tutto arrivi non appena ne ho bisogno.</p>



<p>Quando abitavo nel vecchio appartamento in città, spesso mi prendevo il tempo di passeggiare fino a una maestà che si trovava nel bel mezzo di un campo.<br>Ci ero molto affezionata.<br>Ho consumato le suole a forza di andarla a trovare.<br>Poi mi sono trasferita qui alla Tana e mi è dispiaciuto non avere più una la que sabe a portata di passeggio.</p>



<p>Finchè un giorno, esplorando a piedi i dintorni di casa con Alex, gli ho detto “proviamo a vedere dove si arriva andando di là” e cento metri dopo, eccola lì: la maestà dell’argine. Che meraviglia! Mi sono commossa.</p>



<p>Ero nel bel mezzo dei mesi più drammatici della malattia di mia mamma e mi sono sentita così accudita quando ho trovato questa nuova meta, come se davvero avessi ricevuto un abbraccio confortante.</p>



<p>Sono tornata molto spesso a trovare la que sabe, la baba yaga, la pachamama, la dea madre, madre terra, la prima donna.<br>In piedi sulla luna, coperta dal suo manto di cielo e le braccia aperte nell’atto di accogliere, custodire, consolare, indicare la via.</p>



<p>Per trentatrè giorni andrò da lei, in un pellegrinaggio tutto mio.</p>



<p>Ogni giorno le darò un nome capace di collegarla alla sua più antica forma. E per festeggiare i miei quarantatre anni ho deciso che riempirò la parete alle spalle della mia scrivania con le immagini delle donne e delle dee che hanno ispirato il mio cammino.<br>Non avrei mai pensato di fare una cosa del genere, eppure devo ammettere che queste icone mi aiutano a rimanere in contatto con il mio nucleo e a tirare fuori il meglio di me. E data la serietà di questa lettera, adesso ti voglio far sorridere: su questa parete c’è un disegno pazzesco di una<a href="https://www.instagram.com/p/CJlwKxAIPkh/"> Dea che Alessandro Canu ha realizzato per me</a>; <a href="https://www.instagram.com/p/B2XATCSCa-u/" data-type="URL" data-id="https://www.instagram.com/p/B2XATCSCa-u/">una dea gatto creata da Lara Norscia</a> (che verrà a fare un laboratorio di stampa al Ghirigoro e spero ci sarai anche tu!); una bellissima foto di mia mamma; un ritratto di J. B. Fletcher che ho commissionato a <a href="https://www.instagram.com/capellina/" data-type="URL" data-id="https://www.instagram.com/capellina/">Francesca Capellini</a>; <a href="https://www.instagram.com/p/CLJhNDflb59/">due statuine di Luna Lovegood e un angelo stupendo che proviene dal primo Natale in bottega.</a></p>



<p>Immagino che con il tempo il mio altare meticcio creascerà ancora, ma per ora vanta queste illustri presenze che per me rappresentano l’occasione quotidiana di fermarmi, accendere un incenso, posare un fiore fresco, ringraziare e invocare questa infintia catena di donne, madri, dee così che mi possano aiutare a diventare ogni giorno più libera, autentica, presente a me stessa e al mondo, consapevole, viva.</p>



<p class="has-text-align-center has-text-color has-medium-font-size" style="color:#ec6320">Non credo possa esistere al mondo un augurio migliore per me, di questo.</p>



<p>Se oggi hai un attimo di tempo, chiudi gli occhi per un istante e collega il tuo cuore al mio per augurarmi buon compleanno. Sono certa che in un modo o nell’altro arriverai qui, da me.</p>



<p>Ti abbraccio fortissimo e spero con tutta me stessa che tu stia bene.</p>



<p class="has-text-align-left"><em>Tua, Floriana</em></p>



<p></p>

Lettera 2 di 13 – Antidoto alla normalità

la terapia del calzino [Ore 15:43, scrittoio sospeso. Tana – Fuori c’è un bel sole che rende i…
<h2>la terapia del calzino</h2>



<p style="font-size:12px">[Ore 15:43, scrittoio sospeso. Tana – Fuori c’è un bel sole che rende i colori vivaci e saturi. Guardo fuori dalla finestrella del sottotetto e questa luce mi fa sentire bene. Frida dorme nella sua cesta e io ho quasi finito la mia tazza di ‘<a href="https://www.whittard.co.uk/tea/piccadilly-blend-loose-tea-MSTR315010.html">Piccadilly blend loose tea’</a>… delizioso. Melagrana e Perpenna sono fuori, stese al sole come panni ad asciugare].</p>



<p>Carissima,<br>ti metto i link alle cose che mi piacciono – come il the lassù - perché immagino che anche tu sia curiosa di scoprire cose nuove, inoltre amo sponsorizzare tutto ciò in cui sento valore.</p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size">Il <em>valore</em>, che gran cosa.</p>



<p>A proposito del valore, ti voglio raccontare questa cosa: mia suocera sta svuotando casa in vista del trasloco e io ricevo scatoloni e scatoloni di doni tra i quali rovistare alla scoperta di quello che più fa al caso mio. Se un po’ mi conosci, puoi facilmente capire che per me è una gran gioia rovistare in mezzo a tutto quel ben di dio e scegliere i pezzi che conquistano il mio cuore. Una vera festa! E siamo solo all’inizio, perciò è ancora più emozionante. Ci sono tantissimi vestiti e accessori proprio belli, ma i miei preferiti sono quelli che hanno addosso un bel po’ di anni, e sai perché? Perché sono immortali. Sono così ben fatti con dei materiali così pregiati, da renderli eterni. Perciò adesso nel mio armadio c’è una nuova collezione di sciarpe, maglie, maglioni e foulard semplicemente eccezionali. Per far spazio a queste meraviglie, ho rinunciato senza batter ciglio ai modelli più banali (e sintetici) acquistati nei grandi magazzini qui intorno. Sono sempre più convinta che questo genere di ‘merci’ non abbia più alcuna attrattiva e che sia destinato a scomparire nel nulla.<em> (O almeno, lo spero perché ha portato con sé troppi effetti collaterali dei quali mi sento anche io responsabile).</em></p>



<p>Un altro aspetto positivo di questa cernita emozionante è che mi prendo del tempo e questa – in generale – è la più grande novità della mia vita. Può sembrarti banale, e spero tanto per te che sia così, ma per me è r i v o l u z i o n a r i o.</p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size">Se mi giro e guardo al mio recente passato - <em>diciamo gli ultimi sette o otto anni</em> - mi vedo in un’eterna apnea.</p>



<p>Vedo io che mi alzo <em>(in ritardo)</em>, faccio colazione <em>(di fretta)</em>, vado al Ghirigoro <em>(di corsa)</em>, lavoro <em>(a testa bassa)</em>, faccio la pausa pranzo <em>(quinidici minuti)</em>, mi rimetto al computer <em>(senza avere mai veramente staccato)</em>, mi alzo per fare pipì <em>(quando proprio mi scappa)</em>; rispondo al telefono <em>(mentre penso ad altro)</em>; lavoro finché riesco <em>(tipo dodici ore)</em>, rientro alla Tana <em>(con la testa nel pallone)</em>, riempio lavatrice e/o svuoto lavastoviglie <em>(pensando ad altro)</em>, preparo qualcosa per cena <em>(mangiando nel frattempo)</em>, mi butto sul divano e mi lascio portare via da un film o da una serie tv; mi addormento <em>(scomoda)</em> e finalmente mi decido ad andare a dormire <em>(trascinandomi faticosamente di sopra e crollando non appena tocco il cuscino)</em>. Nel fine settimana – se non lavoro – faccio le pulizie e invito persone <em>(cercando di fare in modo che sia tutto perfetto quando arrivano)</em>; poi ripulisco <em>(che avevo appena pulito)</em> ed è lunedì.</p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size">Ti ho fatto paura o hai sentito qualcosa di familiare?</p>



<p>O hai preso paura perché hai sentito qualcosa di familiare? Beh, lascia che ti dica una cosa: da marzo dello scorso anno, quando nel mondo è arrivato tu-sai-cosa, io ho cambiato vita.<br>Prima per forza, poi per amore. Amore per me, prima di tutto.</p>



<p>E sono partita dai calzini.<br>Davvero.<br>Sì, perché io ho sempre odiato le cose lente: per anni ho bevuto il caffè macchiato freddo per non dovere aspettare che si raffreddasse; lasciavo la cesta delle cose da piegare lì in attesa, anche una settimana, perché quando tiravo fuori i panni dovevo correre a fare altro; capelli corti per non doverli asciugare; abiti sbrigativi per potermi muovere agilmente, manco mi corresse dietro il diavolo (o forse una parte di me sapeva che era così?)… tuuutto quello che richiedeva PRESENZA, io lo evitavo. Rapida, efficiente, efficace.</p>



<p>E poi? E poi BUUUM.<br>LA PANDEMIA.<br>E le giornate sono tornate a riempirsi di tempo, di piccoli rituali, semplici, meravigliosi, vitali, come piegare i calzini sul bancone, in cucina.<br>Piano piano.<br>In silenzio. Io e me. Me e io. Io intera. Finalmente.</p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size">E ho scoperto che mi piace.<br>Ha tutto un altro sapore la vita, così.</p>



<p>Perciò ho riempito le mie giornate di <strong>piccole bellissime cose</strong>.<br>Tutti i giorni, senza eccezione.</p>



<p>Che sia studiare un’ora i miei libri sacri mentre faccio colazione, oppure fare due passi mentre c’è una bella luce, o inginocchiarmi in lavanderia per tirare fuori una ad una le cose dall’asciugatrice e piegarle per bene nella cesta. Ho ricominciato a stirare, anche. Ogni quindici giorni mi prendo una sera e mi metto lì con la mia acqua profumata alla lavanda (la prendo al Naturasì, dove ci sono i prodotti ricaricabili) e una serie tv leggerina e stiro due o tre ore e respiro questa lavanda e godo nel vedere le pieghe che si distendono e i panni ben piegati sul tavolo del soggiorno. Spazzo il cortile mentre mi pulisco la testa; spezzo i rametti che servono per accendere il camino e li sistemo nelle cassette; mi faccio un pediluvio in silenzio; mi massaggio le piante dei piedi con la crema prima di mettermi a dormire; salgo in camera prima di addormentarmi sul divano, così leggo almeno qualche paginetta prima di sentire la polverina del sonno che mi costringe a chiudere gli occhi; mi spalmo la crema finchè si assorbe per bene; aspetto tranquilla che si carichino le pagine su internet; respiro; resto; sto. Ferma. Scrivo molto. Riempio l’agenda di adesivi stupendi e uso penne di tutti i colori. Mi annoto le cose che imparo leggendo quello che scrivono gli altri o ascoltando un’amica parlare. Rifletto. Mi do tempo. Mastico lentamente e annuso un sacco. Sento. E ogni tre per due mi scopro con le spalle tese (e le rilasso), con i denti serrati (e lascio andare), con la fronte corrucciata (e la distendo). E respiro. Mi preparo un the o una tisana e mentre l’acqua bolle, non faccio nulla. Niente. Sto lì. Sto lì ad accarezzare i cani. Sto lì a guardare Alessandro. Sto lì ad osservare i gatti. Sto lì a contare gli uccellini che beccano i semi che lascio loro sul tavolo fuori. Sto lì quando mi parla un amico. Sto lì anche quando provo molto dolore o paura per me e per gli altri, come purtroppo mi è successo spesso, ultimamente. Ho perfino sgarbugliato un nodo, un giorno.</p>



<p>Ti avevo promesso letterine piene di rivoluzione e di avventure alla ri-scoperta del piacere e, per me, il piacere nasce dalle cose piccole e poi invade il mondo, come la natura quando la lasci libera. Dobbiamo stare bene, sorella mia. È l’unico nostro vero dovere in questa vita, lo sai? Tutto i resto è un equivoco, qualcosa su cui non ci siamo capite bene molto tempo fa.<br>Se anche tu – come me – sei passata o sei dentro a schemi autodistruttivi <em>(apprezzatissimi dalla società che cerca di farceli passare come efficienza e professionalità)</em> scaricati questo piccolo promemoria, salvalo sul telefono, stampalo da qualche parte e mettilo in bella vista e <strong>davvero</strong>, per favore, segui questo consiglio. Non potrai mai più farne a meno.</p>



<p>Tua, Floriana</p>

Lettera 1 di 13 – Antidoto alla normalità

tremate! tremate! [Ore 17:29, scrivania del Ghirigoro bottega. Mi bevo una tazza di orzo sgran…
<h2 id="h-tremate-tremate">tremate! tremate!</h2>



<p style="font-size:12px">[Ore 17:29, scrivania del Ghirigoro bottega. Mi bevo una tazza di orzo sgranocchiando due Gentilini integrali. Da due mesi mi sono messa un po’ in riga con l’alimentazione. Cerco di mangiare meno e bevo alcolici una sola volta alla settimana, godendomi ogni bicchiere di birra o di vino come fosse ambrosia. Mi sta portando molti benefici questa scelta. Te ne parlerò strada facendo!]</p>



<p>Carissima,<br>sono tornata.<br>Non vedevo l’ora di rimettermi qui a scriverti, ma non trovavo il tempo e soprattutto il modo. Qui al Ghirigoro stiamo facendo la rivoluzione perciò immagina quante idee ci sono in giro, quanti punti interrogativi, appunti sparsi, libri da leggere, corsi da finire, consulenze su cui meditare, spunti di riflessione da approfondire, nodi da sciogliere, energie da convogliare... e quanta <strong>m e r a v i g l i a </strong>nel cuore. Sì, perché poche cose al mondo fanno bene come evolversi.</p>



<p>Non uso volutamente la parola cambiamento perché mi dà la sensazione che per cambiare sia necessario perdere qualcosa, mentre qui sta succedendo che tutto quello che abbiamo fatto in questi dieci anni sta producendo una trasformazione profonda, sta mutando, sta spiegando le ali.</p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size">Stiamo crescendo.</p>



<p>Certo che ci vuole coraggio, lo so, con i tempi che corrono e tutto il resto le certezze hanno il loro fascino, ma sai una cosa?, io non ho mai creduto nella stabilità, nella normalità e nel quieto vivere. Nella mia collezione di frasi che sento, leggo, raccolgo ce n’è una che amo molto, te la scrivo qui:</p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size">HARD CHOICES, EASY LIFE.<br>EASY CHOICES, HARD LIFE.</p>



<p class="has-text-align-center has-small-font-size">(Mi impappino sempre quando cerco di ripeterla a memoria, vediamo se capita anchea te).</p>



<p>Perciò eccomi, così aspettiamo insieme la primavera.<br>Starò qui per tredici lettere che ti arriveranno dritte diritte nella cassetta della posta un sabato sì e un sabato no.</p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color">Iniziamo oggi – tredicifebbraio – e finiamo il trentunodiluglio.</p>



<p>In queste tredici lettere cercherò di spiegarti perché sono così ostinata nella mia ricerca personale, spirituale e professionale. Mi piacerebbe farti capire perché non credo nella normalità e perché desidero tantissimo invitarti a fare un salto a piè pari fuori dagli schemi, e andare #incercadimeraviglie. I miei amati social network (sì, amati) hanno diversi effetti collaterali tra i quali uno dei più pericolosi, secondo me, è quello di farti credere che c’è un modo per andare bene, che se sei così, sei ok, che ci sono delle regole da rispettare per essere normali e che se sei normale, nel branco c’è un posto per te (Oh, sì! Siamo sempre lì cara sorella. Sempre si tratta di branco, famiglia, radici. Non si scappa. Tutto è metafora di quel sistema di origine). In questi tredici passi ti inviterò a fare qualche esperimento, leggere pezzi di libri, prendere in considerazione nuove esperienze, ripensarti da un diverso punto di vista e spostare lo sguardo dove – forse – non lo hai ancora posato.</p>



<p>Ti spiegherò per filo e per segno perché ho deciso che STRAVAGANTE è in assoluto il mio aggettivo del cuore.</p>



<p><em>Cosa te ne farai tu di tutto questo?</em></p>



<p>Esattamente non lo so, ma c’è una cosa sulla quale sarei pronta a scommettere: proverai una piacevole nostalgia di alcune parti di te che magari hai zittito un po’ per assomigliare di più a quello che ad un certo punto ti è sembrato giusto e <strong>ti verrà un gran voglia di andarle a ripescare per sentirti di nuovo tutta intera... a casa.</strong></p>



<p class="has-text-align-center has-black-color has-text-color has-medium-font-size">Sperimenteremo insieme le intriganti vie del piacere.</p>



<p>Sei pronta? A me tremano un po’ le gambe, ma ci sono e spero tanto tu venga con me.</p>



<p>Tua, Floriana</p>



<p class="has-small-font-size"></p>



<p class="has-text-align-left">                                                                                                                                    </p>

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